È in arrivo il WiMax. Una vera rivoluzione: porterà la banda larga e le connessioni senza fili ovunque.
Lo schema di funzionamento del Wimax…
Questa tecnologia promette di abbattere il «digital divide» (il divario digitale) portando le connessioni a banda larga ovunque, con costi ridottissimi per gli operatori e vantaggi per i consumatori. Dopo anni di promesse e sperimentazioni il WiMax è pronto per sbarcare in Europa. E l’Italia?
Nel nostro Paese lo sviluppo di questa tecnologia è rimasto bloccato da una disputa politica che è durata un decennio. Ma adesso le cose sembrano essersi sbloccate. La svolta dovrebbe arrivare entro l’anno. Il ministro delle Comunicazioni ha preso un impegno preciso: garantire entro il 2011 la possibilità per tutto il Paese di connettersi in rete ad alta velocità e che a regime può coprire il 99% del territorio, può arrivare un grande aiuto.
Come funziona…
Il WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è una tecnologia in grado di diffondere connessioni Internet ad alta velocità verso gli utenti per un raggio di 50 chilometri a banda larga e connessione veloce. Il tutto a costi molto bassi perché non ha bisogno di cavi e, quindi, di appoggiarsi al cosiddetto ultimo miglio (il doppino di rame che collega la centrale telefonica alle case o alle imprese); arriva nelle abitazioni, o direttamente sul computer, in ufficio, e sul telefonino, via onde radio grazie a una rete di antenne. Per questo è in grado di coprire le metropoli, ma anche le aree più sperdute, dove è difficile e poco economico arrivare con le tecnologie tradizionali via cavo come l’Adsl.
Dalla difesa alla comunicazione…
Il maggiore problema per la diffusione del WiMax è legato al fatto che in Italia, come in altri Paesi, le frequenze su cui viaggiano le sue onde radio, sono in uso al Ministero della Difesa. Per cedere queste frequenze al Ministero delle Comunicazioni, la Difesa ha chiesto una compensazione economica che dovrebbe coprire i costi della riconversione dei radar su altre frequenze. Dopo anni di trattative, si è raggiunta un’intesa: le frequenze passeranno a breve al Ministero delle Comunicazioni che, entro l’anno, le metterà all’asta tra gli operatori interessati.
Un ripetitore per Wimax: l’Italia a banda larga…
Il Digital Divide (la divisione tra chi può accedere e chi no alle tecnologie digitali) è ancora un grande problema nel nostro Paese. Ci sono famiglie, aziende, pubbliche amministrazioni che sono escluse dai vantaggi dell’accesso a Internet veloce, condannate ad accumulare ritardo e isolamento rispetto al resto d’Italia. Secondo le stime, sono circa 10 milioni gli italiani che ancora oggi non possono navigare in rete ad alta velocità. Degli 8103 comuni, 5800, che contano meno di 5000 abitanti, hanno grosse difficoltà per l’accesso a Internet a banda larga: soprattutto nella fascia appenninica e nell’arco alpino. La penetrazione della banda larga è attualmente stimata intorno al 14%: un dato che pone l’Italia indietro rispetto alla media europea. Basti pensare che le zone rurali da noi sono coperte al 44%, contro una media Ue del 65%. La stessa Commissione Europea è intervenuta per sottolineare come la scarsa copertura della banda larga in Italia sia «preoccupante e inadeguata per lo sviluppo di applicazioni avanzate».
La concorrenza…
Grazie ai prezzi bassi e alle buone velocità di connessione, il WiMax sembra destinato a rinnovare il mercato della concorrenza nel settore dell’accesso a Internet, ma anche della telefonia mobile.
Gli interessi delle lobby non sembrano in grado di fermare un’evoluzione tecnologica che in tutto il mondo si sta caratterizzando come complementare alle altre, soprattutto nelle aree dove ancora oggi si fa fatica a portare servizi di connessione a Internet e di telefonia accettabili.
Lo schema di funzionamento del Wimax…
Questa tecnologia promette di abbattere il «digital divide» (il divario digitale) portando le connessioni a banda larga ovunque, con costi ridottissimi per gli operatori e vantaggi per i consumatori. Dopo anni di promesse e sperimentazioni il WiMax è pronto per sbarcare in Europa. E l’Italia?

Nel nostro Paese lo sviluppo di questa tecnologia è rimasto bloccato da una disputa politica che è durata un decennio. Ma adesso le cose sembrano essersi sbloccate. La svolta dovrebbe arrivare entro l’anno. Il ministro delle Comunicazioni ha preso un impegno preciso: garantire entro il 2011 la possibilità per tutto il Paese di connettersi in rete ad alta velocità e che a regime può coprire il 99% del territorio, può arrivare un grande aiuto.
Come funziona…
Il WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è una tecnologia in grado di diffondere connessioni Internet ad alta velocità verso gli utenti per un raggio di 50 chilometri a banda larga e connessione veloce. Il tutto a costi molto bassi perché non ha bisogno di cavi e, quindi, di appoggiarsi al cosiddetto ultimo miglio (il doppino di rame che collega la centrale telefonica alle case o alle imprese); arriva nelle abitazioni, o direttamente sul computer, in ufficio, e sul telefonino, via onde radio grazie a una rete di antenne. Per questo è in grado di coprire le metropoli, ma anche le aree più sperdute, dove è difficile e poco economico arrivare con le tecnologie tradizionali via cavo come l’Adsl.
Dalla difesa alla comunicazione…
Il maggiore problema per la diffusione del WiMax è legato al fatto che in Italia, come in altri Paesi, le frequenze su cui viaggiano le sue onde radio, sono in uso al Ministero della Difesa. Per cedere queste frequenze al Ministero delle Comunicazioni, la Difesa ha chiesto una compensazione economica che dovrebbe coprire i costi della riconversione dei radar su altre frequenze. Dopo anni di trattative, si è raggiunta un’intesa: le frequenze passeranno a breve al Ministero delle Comunicazioni che, entro l’anno, le metterà all’asta tra gli operatori interessati.
Un ripetitore per Wimax: l’Italia a banda larga…Il Digital Divide (la divisione tra chi può accedere e chi no alle tecnologie digitali) è ancora un grande problema nel nostro Paese. Ci sono famiglie, aziende, pubbliche amministrazioni che sono escluse dai vantaggi dell’accesso a Internet veloce, condannate ad accumulare ritardo e isolamento rispetto al resto d’Italia. Secondo le stime, sono circa 10 milioni gli italiani che ancora oggi non possono navigare in rete ad alta velocità. Degli 8103 comuni, 5800, che contano meno di 5000 abitanti, hanno grosse difficoltà per l’accesso a Internet a banda larga: soprattutto nella fascia appenninica e nell’arco alpino. La penetrazione della banda larga è attualmente stimata intorno al 14%: un dato che pone l’Italia indietro rispetto alla media europea. Basti pensare che le zone rurali da noi sono coperte al 44%, contro una media Ue del 65%. La stessa Commissione Europea è intervenuta per sottolineare come la scarsa copertura della banda larga in Italia sia «preoccupante e inadeguata per lo sviluppo di applicazioni avanzate».
La concorrenza…
Grazie ai prezzi bassi e alle buone velocità di connessione, il WiMax sembra destinato a rinnovare il mercato della concorrenza nel settore dell’accesso a Internet, ma anche della telefonia mobile.
Gli interessi delle lobby non sembrano in grado di fermare un’evoluzione tecnologica che in tutto il mondo si sta caratterizzando come complementare alle altre, soprattutto nelle aree dove ancora oggi si fa fatica a portare servizi di connessione a Internet e di telefonia accettabili.
Come andrà a finire?!?
Il WiMax offre a metà costo una velocità di trasmissione dati tre volte superiore agli attuali network su cui lavorano i cellulari. Tanti vantaggi. Forse pure troppi per chi teme la concorrenza.
Questo però è il futuro per un mondo connesso, globalizzato, ma anche di pari opportunità.
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