martedì 6 maggio 2008

L'ISO

L'ISO, o Organizzazione internazionale per le standardizzazioni (in italiano, International Organization for Standardization in inglese, Organisation internationale de normalisation in francese), è la più importante organizzazione a livello mondiale per la definizione di standard industriali e commerciali. Suoi membri sono gli organismi nazionali di standardizzazione di 157 Paesi del mondo.

Le norme ISO vengono recepite, armonizzate e diffuse in Italia dall'UNI, il membro che partecipa in rappresentanza dell'Italia all'attività normativa dell'ISO.
L'ISO coopera strettamente con l'IEC, responsabile per la standardizzazione degli equipaggiamenti elettrici.

Digitalizzazione Documenti Cartacei

Con il servizio di digitalizzazione trasformiamo il documento cartaceo in un file, immagine o documento elaborabile.
Voi ci fornite la carta e noi la trasformiamo in file!
Il file creato può essere in ogni momento visualizzato, stampato, inviato per posta elettronica o per fax, condiviso da più utenti della rete.Può avere un formato immagine (TIFF compresso e non, TIFF multipagina, JPEG, BMP, PDF, PCX, RLE e altri) o quello di un file elaborabile (WORD, TXT, PDF e altri).
Il documento cartaceo acquisito viene codificato o indicizzato tramite chiavi di ricerca definite con l'utente e messo a disposizione del cliente o caricato direttamente sul gestionale documentale. Il documento originale può essere storico, pregresso e corrente, di qualunque formato e su qualunque supporto.
In questi anni la digitalizzazione di diversi milioni di documenti cartacei ci ha permesso di raggiungere standard qualitativi elevati e la tecnologia di cui disponiamo ci permette di offrirvi prezzi molto competitivi. Ne hanno apprezzato i risultati i gruppi bancari, le industrie meccaniche, le società di logistica, di consulenza e i professionisti in genere.
ARCHIVIO MODERNO è specializzata nella scansione di disegni tecnici, per i quali è prevista una particolare procedura di scansione e di controllo per assicurare la migliore qualità


Che cos’ è ?? definizione :





processo di conversione per la rappresentazione di grandezze analogiche utilizzando grandezze discrete. È possibile digitalizzare qualunque grandezza statica (non variabile nel tempo): un livello di tensione, un'immagine, ecc... Una delle applicazioni più conosciute della digitalizzazione è quella che riguarda le immagini: gli scanner eseguono proprio il processo di digitalizzazione grazie ai CCD.L'uso di segnali discreti permette la rappresentazione di dati quali testo, immagini, suoni, video, ecc. in forma di numeri binari, in bit. In un'immagine un byte (8 bit) consente di registrare 256 livelli di luminosità (da 00000000 fino a 11111111). Con 3 byte (24 bit) si possono registrare 16 milioni (2^24) di colori per pixel, ossia si utilizzano 8 bit per definire le 256 gradazioni di rosso (R), 8 bit per definire quelle del verde (G), e altre 8 per definire quelle del blu (B).
In realtà sono 3 distinti fosfori presenti del monitor a definire le tre colorazioni; gli 8 bit dedicati per ciascun fosforo regolano l'intensità di luce emessa. Quindi se gli 8 bit per il rosso sono tutti a 0, il fosforo rosso non emetterà luce rossa e quindi rimarrà spento (nero). Mentre al crescere del valore definibile su 8 bit (max. 11111111 = 256 in notazione decimale) la luce rossa emessa dal fosforo diverrà sempre più intensa. Questo dicasi anche per il blu e il verde. Per maggiori dettagli vedi RGB e Pixel.Digitalizzare un suono per esempio significa prenderne dei campioni (sampling), misurandone l'intensità a intervalli regolari di tempo.

martedì 29 aprile 2008

La Firma Digitale

La firma digitale è il risultato di un procedimento crittografico ed è l’equivalente elettronico di una tradizionale firma apposta su carta.


Essa presenta le seguenti caratteristiche:
· Integrità: garanzia che il documento non è stato manomesso dopo la sottoscrizione.
· Autenticità: garanzia dell’identità di chi firma.
· Non ripudio: l’autore non può disconoscere il documento firmato.
· Valore legale: il documento elettronico sottoscritto digitalmente ha lo stesso valore legale di un documento cartaceo sottoscritto con firma autografa.

Questo tipo di firma puo essere utilizzata da chi invia un documento per sapere con esatezza quando il destinatario li ha ricevuti.


Per apporre la firma digitale occorre dotarsi di una smart card, dotata di un microprocessore, contenente al suo interno il certificato digitale di sottoscrizione. Il certificato di sottoscrizione è un file generato, seguendo precise indicazioni e standard stabiliti per legge, che permette di firmare in modalità sicura i documenti informatici.
Sono tenuti a dotarsi di firma digitale:
  • i legali rappresentanti
  • i titolari di cariche di società

  • gli enti iscritti al Registro Imprese

  • i notai

  • i commercialisti

  • i ragionieri

  • periti commerciali

  • i consulenti

  • altri liberi professionisti

...che effettuino spedizione di pratiche telematiche al Registro Imprese.

Nell'ordinamento giuridico italiano la firma digitale è riconosciuta ed equiparata a tutti gli effetti di legge alla firma autografa su carta.


La titolarità della firma digitale è garantita dai "certificatori": si tratta di soggetti con particolari requisiti di onorabilità, che tengono registri delle chiavi pubbliche. Fra le caratteristiche per svolgere l'attività di certificatore di firma digitale vi è quella per cui occorre essere una società con capitale sociale non inferiore a quello richiesto per svolgere l'attività bancaria.
La firma digitale può essere richiesta tramite la procedura di prenotazione on line.
Gruppo: Boscaini Andrea, Residori Valentina, Zanca Francesca.

sabato 8 marzo 2008

Guida al business blog - PMI.IT


11 regole fondamentali per pianificare, costruire e soprattutto mantenere un blog aziendale che funzioni, permettendo all'impresa di trarne il massimo vantaggio evitando episodi spiacevoli.

Utilizzare i blog come nuova piattaforma di marketing richiede la conoscenza perfetta dello strumento, delle sue regole non scritte e della comunicazione che si può fare o non fare grazie a questo nuovo tool. La seguente analisi propone alcuni consigli da tenere presenti nella realizzazione di un buon business blog, un'operazione a prima vista semplice ma che può portare a conseguenze per l'immagine aziendale se sottovalutata.

Il blog è gratuito ma il tempo è denaro. È possibile pubblicare un proprio blog aziendale senza spendere nemmeno un euro ma bisogna entrare nell'ottica che si tratta un lavoro che va seguito nel tempo e con la giusta competenza. Smettere di occuparsene significa vanificare risultati acquisiti con impegno. Quindi scegliete di attivare un blog aziendale solo se decidete di investire realmente in questa direzione, e solo dopo aver realmente capito a che cosa state andando incontro.

1. Scegliete attentamente il nome del vostro blog. Il titolo del blog è come il titolo delle pagine web che sfogliamo quotidianamente. Quel titolo viene letto ed indicizzato dai motori di ricerca. Una scelta fuori tema vi penalizzerà dal punto di vista della raggiungibilità e della rintracciabilità. Ricordate che il blog è uno strumento di comunicazione che vi contraddistingue all'interno di una nicchia di mercato ben precisa. Pensate cose succederebbe se aveste un blog sulla pasta fatta in casa che si chiama: "A tutto sugo". Apparentemente potrebbe sembrare correttamente contestualizzato ma, ad una seconda riflessione converremo tutti che non viene menzionata nemmeno lontanamente la keyword "pasta".

2. Prima di parlare, ascoltate. E alla stessa maniera prima ancora di mettervi a scrivere prendetevi la briga di leggere i blog altrui. Cercate di resistere alla voglia di scrivere e di veder popolato di articoli il vostro archivio digitale: concedetevi di capire cosa troverete esattamente nell'incredibile mondo della blogosfera. Se volete veramente trovare blog importanti e significativi andate su motori di ricerca specifici per i blog come Technorati. Rimanete in contatto con altri blog differenti dal vostro o che trattano argomenti affini al vostro. Per farlo la maniera migliore è quello di scaricare un aggregatore di RSS. Si tratta di software gratuiti che vi permettono di avere in un'unica schermata e in modo praticamente automatico tutti gli aggiornamenti dei vostri blog preferiti.

3. KIS, ovvero "Keep It Simple", che letteralmente significa: mantienilo semplice. E aggiungiamo focalizzato sull'argomento che avete scelto. Evitate di "sovraccaricare" il vostro blog con argomenti ridondanti o che tendono ad uscire troppo dal tema. Non trasformate il vostro blog nella stanza della "catarsi". Ricordate che avete scelto un tema, un argomento portante che, si suppone, ha a che fare con la vostra attività e con la vostra azienda. Se uscite da questo binario potreste indebolire molto velocemente l'interesse dei vostri lettori.

4. Dimostrate Passione. Prendetevi cura del vostro blog, postate spesso. Questo è uno degli ingredienti di maggiore successo. Come in ogni buona relazione "dovete esserci" e inserire regolarmente nuovi post per tenere acceso l'interesse verso il vostro contenitore. Non limitatevi a scrivere dei report o, peggio (molto peggio) non mettetevi a fare i "commerciali" sul vostro blog: è il miglior modo per perdere di credibilità. Ricordate che il blog è uno strumento di conversational marketing, ossia basato sulla conversazione. Ascoltare qualcuno che parla con linguaggio formale ci ricorda che preferiamo le persone più disinvolte, naturali e vicine a noi. Non abbiate paura di dimostrare la vostra passione, i vostri punti di vista su un argomento. E non abbiate paura di scrivere troppo spesso. Meglio interventi brevi che monolitici. Fate sapere che ci siete, che avete voglia di fare e che volete farlo spesso. Scrivete per dire qualcosa, non per vendere. Ricordate che l'utente sceglie di leggere perché è interessato a qualcosa. Se vi impegnate a raccontare quanto siete bravi e quanto sono raccomandabili i prodotti che realizzate, il pericolo è che non siate così interessanti, se non per voi stessi. In questo caso avrete perso un altro utente o, forse, tutti.

5. Bloggate autorevolmente. Ovvero: scrivete solo di ciò che vi compete. Rimanete sul vostro binario senza sconfinare in quello altrui. Le cattive notizie viaggiano velocemente sulla Rete, e potreste ritrovarvi con una fama poco lusinghiera se assumeste un atteggiamento saccente su qualcosa che non rientra nelle vostre reali competenze. Voi siete degli esperti nel vostro settore. Assicuratevi di parlare di quello.

6. Non abbiate paura dei commenti. Sono essenziali alla natura stessa del blog. Se non consentite i commenti allora siete disponibili solo ai monologhi e non è lo spirito migliore con cui iniziare a bloggare, soprattutto per un'azienda. Dare la possibilità ai vostri lettori di lasciare dei commenti dimostra apertura, disponibilità al confronto, maturità e anche sicurezza. Incentivare i commenti vi permetterà di avere più feedback più velocemente e gratuitamente su tutto ciò che state facendo. Oggi esiste un diffusissimo sentimento anti aziendale dovuto essenzialmente all'incapacità delle grandi aziende di ascoltare le persone e non i numeri. Recuperare la capacità di ascolto può farci scoprire verità estremamente interessanti. Per questo è importante evitare gli argomenti ridondanti o chiusi. Puntate a scrivere cose interessanti e che possano creare dibattito piuttosto che pubblicare lettere chiuse, fini a se stesse.

7. Ricordatevi di mettere i vostri recapiti. Non è così banale: spesso si è così occupati a riempire il blog di contenuti che ci dimentichiamo che le persone potrebbero voler contattarvi personalmente per trattare un affare con voi. Uno degli scopi finali del business blog è quello di fare business. Se vi dimenticate di inserire il vostro indirizzo email o un recapito telefonico... forse avete perso un'occasione.

8. Case History. Utilizzate il vostro business blog per raccontare storie, riportare risultati di ricerca, di analisi, casi di successo. Tutti i vostri lettori sono in cerca di due cose: storie e dati. La storia è il lato umano, i dati sono quello strumentale. Entrambi sono necessari e se manca uno dei due finisce lo scopo del business blog.

9. Non temete i link ai concorrenti. Il vostro blog deve essere una risorsa, non l'equivalente della carta moschicida. Non fate finta che che il mondo intorno a voi non esista. Esistono i vostri concorrenti, esistono i vostri "nemici" ed esistono anche prodotti e aziende migliori delle vostre: ciò che non metterete nei link i vostri lettori lo troveranno da soli. Linkate, linkate, linkate e avrete in cambio una marea di link da parte dei vostri lettori.

10. Il mondo fuori dal blog esiste, e non dovete averne paura. Se create un blog di successo e venite apprezzati dalla vostra community approfittate anche delle occasioni che vi vengono offerte nel mondo reale. Esistono raduni, panel, congressi a cui potreste essere invitati proprio grazie al vostro blog. Non perdete queste occasioni di farvi conoscere ulteriormente.

11. Tenete sotto controllo i referrer, è il modo migliore per capire se qualcuno di nuovo ha scelto di mettere un link al vostro blog sul suo sito o blog. Questo sistema vi consente di vedere cosa gli altri hanno detto (o scritto) di voi e capire anche meglio come e quando diventa necessario raddrizzare il tiro oppure querelare qualcuno.

FONTE: www.pmi.it

martedì 12 febbraio 2008

Wimax

Il WiMAX Forum si è formato nel giugno 2001.Esso è in grado di operare sia su bande di frequenza sottoposte a licenza che su bande "non licenziate".

WiMAX è una tecnologia di trasmissione senza fili d'accesso a banda larga, in grado di fornire elevate prestazioni, in termini di velocità di trasmissione di dati, a basso costo.

WiMax ha un potenziale tale da consentire di allargare a molti milioni gli accessi ad Internet senza fili, proprio per il basso costo e la relativa facilità di implementazione della struttura. Per questo motivo è una tecnologia che dovrebbe ridurre il digital divide.

Uno maggiori problemi per la diffusione del WiMax è legato al fatto che in Italia, come in altri Paesi, le frequenze su cui viaggiano le sue onde radio, sono in uso al Ministero della Difesa. Per cedere queste frequenze al Ministero delle Comunicazioni, la Difesa ha chiesto una compensazione economica che dovrebbe coprire i costi della riconversione dei radar su altre frequenze. Dopo anni di trattative in Italia, si è raggiunta un’intesa: le frequenze passeranno a breve al Ministero delle Comunicazioni che, entro l’anno, le metterà all’asta tra gli operatori interessati.

Grazie ai prezzi bassi e alle buone velocità di connessione, il WiMax sembra destinato a rinnovare il mercato della concorrenza nel settore dell’accesso a Internet, ma anche della telefonia mobile.

Il WiMax è una tecnologia in grado di diffondere connessioni Internet ad alta velocità verso gli utenti per un raggio di 50 chilometri a banda larga e connessione veloce. Il tutto a costi molto bassi perché non ha bisogno di cavi. Arriva nelle abitazioni, o direttamente sul computer, in ufficio, e sul telefonino, via onde radio grazie a una rete di antenne. Per questo è in grado di coprire le metropoli, ma anche le aree più sperdute, dove è difficile e poco economico arrivare con le tecnologie tradizionali via cavo come l’Adsl.

WiMax e digital divide

"Il WiMax"

Questa tecnologia promette di abbattere il «digital divide» (il divario digitale) portando le connessioni a banda larga ovunque, con costi ridottissimi per gli operatori e vantaggi per i consumatori. Dopo anni di promesse e sperimentazioni il WiMax è pronto per sbarcare in Europa. Germania e Francia hanno già concesso le licenze agli operatori. La Gran Bretagna, dopo una fase sperimentale, sarà pronta entro la fine del 2007. Anche Spagna e Grecia sono entrate nel club dei «tutti pazzi per il WiMax». E l’Italia? Nel nostro Paese lo sviluppo di questa tecnologia è rimasto bloccato da una disputa politica che è durata un decennio. Ma adesso le cose sembrano essersi sbloccate. La svolta, per rimettersi in pari, dovrebbe arrivare entro l’anno. Il WiMax, a regime può coprire il 99% del territorio e può essere un grande aiuto.


COME FUNZIONA - Il WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è una tecnologia in grado di diffondere connessioni Internet ad alta velocità verso gli utenti per un raggio di 50 chilometri (il WiFi arriva a
Un'antenna per la ricezione delle onde diffuse da Wimax (da Newton)poche decine di metri), a banda larga e connessione veloce (fino a 74 Mbit/s). Il tutto a costi molto bassi perché non ha bisogno di cavi e, quindi, di appoggiarsi al cosiddetto ultimo miglio (il doppino di rame che collega la centrale telefonica alle case o alle imprese), ma arriva nelle abitazioni, o direttamente sul computer, in ufficio, e sul telefonino, via onde radio grazie a una rete di antenne. Per questo è in grado di coprire le metropoli, ma anche le aree più sperdute, dove è difficile e poco economico arrivare con le tecnologie tradizionali via cavo come l’Adsl.





L’ITALIA A BANDA LARGA - Il digital divide è ancora un grande problema nel nostro Paese. Ci sono famiglie, aziende, pubbliche amministrazioni che sono escluse dai vantaggi dell’accesso a Internet veloce, condannate ad accumulare ritardo e isolamento rispetto al resto d’Italia. Secondo le stime, sono circa 10 milioni gli italiani che ancora oggi non possono navigare in rete ad alta velocità. Degli 8103 comuni, 5800, che contano meno di 5000 abitanti, hanno grosse difficoltà per l’accesso a Internet a banda larga: soprattutto nella fascia appenninica e nell’arco alpino. E, contrariamente a quanto si possa pensare, una regione industrializzata come il Piemonte sconta il digital divide più penalizzante in Italia. La penetrazione della banda larga, che pure ha fatto molti passi in avanti, è attualmente stimata intorno al 14 per cento: un dato che pone l’Italia indietro rispetto alla media europea. Basti pensare che le zone rurali da noi sono coperte al 44 per cento, contro una media Ue del 65 per cento. La stessa Commissione Europea è intervenuta per sottolineare come la scarsa copertura della banda larga in Italia sia «preoccupante e inadeguata per lo sviluppo di applicazioni avanzate».

martedì 29 gennaio 2008

WiMax & Digital Divide

È in arrivo il WiMax. Una vera rivoluzione: porterà la banda larga e le connessioni senza fili ovunque.

Lo schema di funzionamento del Wimax…
Questa tecnologia promette di abbattere il «digital divide» (il divario digitale) portando le connessioni a banda larga ovunque, con costi ridottissimi per gli operatori e vantaggi per i consumatori. Dopo anni di promesse e sperimentazioni il WiMax è pronto per sbarcare in Europa. E l’Italia?
Nel nostro Paese lo sviluppo di questa tecnologia è rimasto bloccato da una disputa politica che è durata un decennio. Ma adesso le cose sembrano essersi sbloccate. La svolta dovrebbe arrivare entro l’anno. Il ministro delle Comunicazioni ha preso un impegno preciso: garantire entro il 2011 la possibilità per tutto il Paese di connettersi in rete ad alta velocità e che a regime può coprire il 99% del territorio, può arrivare un grande aiuto.

Come funziona…
Il WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è una tecnologia in grado di diffondere connessioni Internet ad alta velocità verso gli utenti per un raggio di 50 chilometri a banda larga e connessione veloce. Il tutto a costi molto bassi perché non ha bisogno di cavi e, quindi, di appoggiarsi al cosiddetto ultimo miglio (il doppino di rame che collega la centrale telefonica alle case o alle imprese); arriva nelle abitazioni, o direttamente sul computer, in ufficio, e sul telefonino, via onde radio grazie a una rete di antenne. Per questo è in grado di coprire le metropoli, ma anche le aree più sperdute, dove è difficile e poco economico arrivare con le tecnologie tradizionali via cavo come l’Adsl.

Dalla difesa alla comunicazione…
Il maggiore problema per la diffusione del WiMax è legato al fatto che in Italia, come in altri Paesi, le frequenze su cui viaggiano le sue onde radio, sono in uso al Ministero della Difesa. Per cedere queste frequenze al Ministero delle Comunicazioni, la Difesa ha chiesto una compensazione economica che dovrebbe coprire i costi della riconversione dei radar su altre frequenze. Dopo anni di trattative, si è raggiunta un’intesa: le frequenze passeranno a breve al Ministero delle Comunicazioni che, entro l’anno, le metterà all’asta tra gli operatori interessati.

Un ripetitore per Wimax: l’Italia a banda larga…
Il Digital Divide (la divisione tra chi può accedere e chi no alle tecnologie digitali) è ancora un grande problema nel nostro Paese. Ci sono famiglie, aziende, pubbliche amministrazioni che sono escluse dai vantaggi dell’accesso a Internet veloce, condannate ad accumulare ritardo e isolamento rispetto al resto d’Italia. Secondo le stime, sono circa 10 milioni gli italiani che ancora oggi non possono navigare in rete ad alta velocità. Degli 8103 comuni, 5800, che contano meno di 5000 abitanti, hanno grosse difficoltà per l’accesso a Internet a banda larga: soprattutto nella fascia appenninica e nell’arco alpino. La penetrazione della banda larga è attualmente stimata intorno al 14%: un dato che pone l’Italia indietro rispetto alla media europea. Basti pensare che le zone rurali da noi sono coperte al 44%, contro una media Ue del 65%. La stessa Commissione Europea è intervenuta per sottolineare come la scarsa copertura della banda larga in Italia sia «preoccupante e inadeguata per lo sviluppo di applicazioni avanzate».

La concorrenza…
Grazie ai prezzi bassi e alle buone velocità di connessione, il WiMax sembra destinato a rinnovare il mercato della concorrenza nel settore dell’accesso a Internet, ma anche della telefonia mobile.
Gli interessi delle lobby non sembrano in grado di fermare un’evoluzione tecnologica che in tutto il mondo si sta caratterizzando come complementare alle altre, soprattutto nelle aree dove ancora oggi si fa fatica a portare servizi di connessione a Internet e di telefonia accettabili.



Come andrà a finire?!?
Il WiMax offre a metà costo una velocità di trasmissione dati tre volte superiore agli attuali network su cui lavorano i cellulari. Tanti vantaggi. Forse pure troppi per chi teme la concorrenza.
Questo però è il futuro per un mondo connesso, globalizzato, ma anche di pari opportunità.

lunedì 7 gennaio 2008

SCELTA POST-DIPLOMA: iniziamo a pensarci.

Orientarsi in rete è difficile.
Non perché manchino i siti ma perché ce ne sono troppi.
Cosi ho provato a selezionarne alcuni per voi:

IL FILO DI ARIANNA

Programma di orientamento all'Università e al mercato del lavoro per gli studenti delle scuole medie superiori.

Orientamento in rete

Per un docente che voglia documentarsi o avviare i propri alunni ad una ricerca tradizionale in ambiente reale ovvero con le nuove tecnologie in Internet è necessario conoscere alcuni indirizzi di fondo verso cui dirigersi inizialmente: particolarmente interessanti per i navigatori sono i vari siti costruiti da Leonardo Evangelista. Il primo è impostato sulla tematica generale (www.orientamento.it )con tutto ciò che permette uno sguardo e una conoscenza dell’intero orizzonte dei problemi e delle pratiche che sviluppano tutti gli operatori di orientamento in Italia. Per gli altri entra nella pagina di Leonardo Evangelista.

Università degli studi di Padova

http://www.uni-pass.it/

L'Università degli Studi di Padova cura e gestisce un sito Internet dedicato a tutti gli studenti in procinto di terminare le scuole superiori e che si trovano a dover affrontare l’incognita della scelta del corso di laurea. Uni-Pass (questo il nome del sito) offre un servizio di orientamento completo, poiché permette agli studenti, non solo, di informarsi sull'offerta didattica dell'Ateneo padovano, ma anche di cimentarsi in test e attività per valutare il livello delle proprie conoscenze e attitudini, ottenendo un profilo personalizzato. Il servizio è arricchito inoltre dall’area "OrientaClub", che permette di chiedere informazioni, chiarire dubbi ed intervenire con contributi personali; unica condizione per usufruire di questo servizio è attivare una convenzione (gratuita) con l'Ateneo tramite un modulo scaricabile online.

UNIverso

http://universo.murst.it

Realizzato congiuntamente dai Ministeri della Pubblica Istruzione e dell'Università per aiutare i ragazzi di quinta superiore nella scelta della facoltà universitaria, UNIverso permette di accedere ad una mole notevole di informazioni sulle varie università italiane, compilare online una scheda di preiscrizione all'università prescelta in modo tale da semplificare il compimento dell’iscrizione vera e propria, consultare banche dati normative su tutti i cambiamenti avvenuti e quelli ancora in atto.
Il sito presenta anche una versione per non vedenti.

Ipertesi

Test on line da utilizzare come aiuto nella scelta del corso di laurea. Risultati immediati.

AMMISSIONE.IT


Una serie di test per gli studenti che devono sostenere l'esame di ammissione ai
corsi universitari a numero chiuso.


COSA VUOI FARE DA GRANDE?


Programma informativo dedicato alle scuole: riferimenti normativi e materiale di indagine attitudinale per docenti e studenti; una raccolta di scritti e documenti sui mestieri, le professioni tradizionali, le nuove professioni e le arti; rassegna stampa e informazioni di carattere divulgativo sui problemi che riguardano l’orientamento scolastico; contatto diretto con chi sperimenta e lavora sull’orientamento scolastico; accesso a siti sull'orientamento e/o sulla formazione previsti dagli Enti Locali e banca dati dei mestieri e delle professioni.


ok ok .... e per chi non ne ha abbastanza : DIENNETI





martedì 11 dicembre 2007

MAURIZIO PALLANTE: La decrescita felice

Oggi vi voglio presentare il punto di vista qualificato di uno specialista del settore:

MAURIZIO PALLANTE (Roma, 1947), laureato in lettere, consulente del Ministero dell'Ambiente per l'efficienza energetica, principalmente attivo come saggista.
Fondatore con Mario Palazzetti, Tullio Regge nel 1988 del Comitato per l’uso razionale dell’energia (CURE). Svolge attività di ricerca e di pubblicazione saggistica nel campo del risparmio energetico e delle tecnologie ambientali.



LA DECRESCITA FELICE

Generalmente si crede che la crescita economica consista nella crescita dei beni materiali e immateriali che un sistema economico e produttivo mette a disposizione di una popolazione nel corso di un anno.

In realtà l'indicatore che si utilizza per misurarla, il prodotto interno lordo, si limita a calcolare,e non potrebbe fare diversamente, il valore monetario delle merci, cioè dei prodotti e dei servizi scambiati con denaro.
Il concetto di bene e il concetto di merce non sono equivalenti. Non tutti i beni sono merci e non tutte le merci sono beni.

Il libro di Maurizio Pallante "La Decresita Felice" edito nel 2005 da Editori Riuniti, ha un sottotitolo quanto mai esplicativo: La qualità della vita non dipende dal PIL.
Consiglio a tutti l'acquisto di questo interessante, breve ed illuminante volume, capace davvero di far conoscere un altro mondo. E magari capace di farvi cambiare il vostro.


L'INGANNO DI UN'ECONOMIA CHE SPACCIA LA QUANTITA' PER QUALITA'

E' il titolo della conferenza di Maurizio Pallante svoltasi il 10 aprile 2007 ad Avenza Carrara (MS).
Ve la segnalo qui di seguito e vi consiglio di guardarla ma soprattutto di ascoltarla con molta attenzione .. c'è molto da imparare!

Buona visione.